
ALESSANDRO VANOLI
ORIENTE, ATTRAZIONE O MINACCIA?
FINALISTA PREMIO STREGA SAGGISTICA 2026
C’è un solo unico immenso macrocontinente, dove le divisioni tra Europa e Asia non sono geologiche ma umane, culturali e politiche. In questo libro Vanoli racconta la storia di come l’Oriente ha contribuito a costruire l’Occidente e come si sia radicalizzata sempre di più l’attuale contrapposizione.
introducono Mauro Gentili e Maria Elena Paniconi
incontro valido come formazione per avvocati
in collaborazione con Dipartimento di Studi Umanistici Università di Macerata
QUANDO
30 giugno | 21:30
DOVE
ORTO DEI PENSATORI
in caso di maltempo
Auditorium San Rocco
COME
Ingresso libero senza prenotazione fino ad esaurimento posti
Iniziativa realizzata nell’ambito del progetto MaMa Tourism Rebuild finanziata dal Piano Nazionale Complementare Sisma – Next Appennino – MIsura B2.2


Alessandro Vanoli: storico e scrittore, ha lavorato come docente in numerose università tra le quali l’Università di Bologna e l’Università Statale di Milano e ha insegnato arabo presso differenti istituzioni. Si occupa prevalentemente di storia mediterranea, di rapporti tra mondo cristiano e mondo musulmano e di presenza islamica nelle Americhe. Ha firmato saggi fondamentali per comprendere le complessità del nostro presente globale quali: Quando guidavano le stelle. Viaggio sentimentale nel Mediterraneo, Storie di parole arabe, Storia del Mediterraneo in 20 oggetti , Viaggio sentimentale sulle vie che hanno fatto la storia e L’invenzione dell’occidente. Oltre alla scrittura, collabora con testate giornalistiche e cura progetti teatrali che rendono la storia un’esperienza viva e accessibile. Arriva a Macerata Racconta con il suo ultimo lavoro Oriente, una storia nel quale racconta di come l’Oriente ha contribuito a costruire l’Occidente.

È tempo di una nuova mappa della storia. Una mappa dove ogni confine svanisce e comincia un viaggio millenario di connessioni, scambi e culture che hanno plasmato il mondo che conosciamo. È lì che scopriremo l’Oriente e la sua storia. Che parla tanto di noi.
Ecco, dunque, il punto di partenza: una mappa. Come quelle dei viaggiatori antichi: una carta un po’ ingiallita, stesa con attenzione su un tavolo di legno. Per scoprire che non c’è nessun confine naturale, nessun luogo geografico dove sia possibile affermare che abbia inizio l’Oriente. C’è invece un solo unico immenso macrocontinente, dove le divisioni tra Europa e Asia non sono geologiche ma umane, culturali e politiche. In questo libro Alessandro Vanoli racconta la storia di come l’Oriente ha contribuito a costruire l’Occidente. Una storia fatta di viaggi, mercanti e guerre e che parla di spezie, di gioielli e di pietre preziose, ma anche di un’infinità di scoperte, dalla bussola allo zero, al divano. Ma in parallelo racconta anche come, proprio assieme a questa progressiva mescolanza, si sia costruita sempre di più una contrapposizione culturale, ideologica e politica. Perché erano in Oriente il giardino dell’Eden e le immense ricchezze sognate da Alessandro Magno, ma erano a Oriente anche i barbari e i più terribili mostri. E di secolo in secolo tutto questo sarebbe stato ripreso e rivisto in forme diverse, fino ai sogni orientalistici più moderni fatti di harem e odalische, di asceti in meditazione ma anche di violenza e di tirannide. Sino al presente, tra spiritualità indiana, ristoranti di sushi e serie televisive coreane, in un mondo sempre più frammentato e segnato dai drammi del Medio Oriente e dal potere della nuova Cina, dove nessuna facile definizione basta ormai a dirci cosa di noi sia Occidente e cosa Oriente.