
IVAN SCIAPECONI
L’EREDITÀ DEL DOLCE AMARO
Attrazione e libertà
una vecchia osteria in mezzo alla pianura modenese, sospesa tra le nebbie e il profumo del mosto. Una giovane donna che ha il potere di curare con le parole e l’aceto balsamico. Una storia che affonda nel cuore dei legami familiari per svelarne luci e ombre, asperità e dolcezze e racconta le contraddizioni del Novecento.
introduce Valerio Calzolaio
incontro valido come formazione per insegnanti ed educatori
QUANDO
5 luglio | 18:00
DOVE
AUDITORIUM DI SAN ROCCO
Vicolo Costa
COME
Ingresso libero senza prenotazione fino ad esaurimento posti

Ivan Sciapeconi: scrittore e insegnante di scuola primaria, nelle sue opere intreccia con delicatezza e rigore documentario piccoli destini individuali e grandi eventi della storia italiana. Il suo primo romanzo, 40 cappotti e un bottone è stato tradotto in oltre 10 paesi europei. Successivamente ha pubblicatoI l nome che diamo ai colori e ultimo L’eredità del dolceamaro, una storia che affonda nel cuore dei legami familiari per svelarne luci e ombre, asperità e dolcezze e racconta le contraddizioni del Novecento.
Oltre ai romanzi è autore di libri di narrativa per ragazzi, guide didattiche, sussidi per insegnanti e libri di testo per la scuola primaria ed è cofondatore di una scuola di scrittura creativa per ragazzi e ragazze.

Ivan Sciapeconi ci consegna con L’eredità del dolceamaro un romanzo avvincente, dalla scrittura avvolgente e calda, che affonda nel cuore dei legami familiari per svelarne luci e ombre, asperità e dolcezze. In fondo l’amore è così che funziona, come una botte di balsamico, che lascia maturare tutto quello che riceve.
«In fondo l’amore è così che funziona, come una botte di balsamico, che lascia maturare tutto quello che riceve.»
Violante Malavasi è cresciuta in una botte per aceto balsamico, davanti al camino della grande osteria di Bastiglia, un piccolo paese in provincia di Modena. Dal fuoco ha ereditato il carattere ingovernabile, al balsamico deve tenacia e istinto. È l’anno zero del Novecento, lei è ormai una ragazza e da Parigi arriva in paese il Favoloso spettacolo portando con sé un funambolo leggero come l’aria, un orfano senza radici. Quando Violante alza gli occhi e vede il giovane Honoré sfidare il vuoto, capisce che non tutti gli uomini sono fatti di terra. Lui, dall’alto della fune, intuisce nella ragazza un’inequivocabile promessa di libertà e una storia a cui appartenere. Malgrado l’ostilità del padre Alfeo, Violante fa conoscere a Honoré l’amore e il balsamico millenario: un medicamento portentoso in grado – si dice – di guarire il corpo, ma anche l’anima; per Alfeo un patrimonio da far fruttare in ogni modo, negli anni in cui l’industrializzazione inizia a decollare. Quando la Grande Storia arriva a Bastiglia portando guerre, Violante si rende conto di quanto sia complicato, quasi impossibile, tenere unita la famiglia. Libero e Ludovico, i suoi figli gemelli, si lasciano trascinare dalle correnti opposte del nuovo secolo, tra sogni di ricchezza e di rivoluzione… e quando gli eventi precipiteranno, ognuno di loro – anche Violante – dovrà prendere una difficile decisione tra il legame di sangue e gli ideali che ha scelto. Una speranza, forse, è nello strano sguardo di Amelie, la figlia più piccola. Ivan Sciapeconi ci consegna con L’eredità del dolceamaro un romanzo avvincente, dalla scrittura avvolgente e calda, che affonda nel cuore dei legami familiari per svelarne luci e ombre, asperità e dolcezze. In fondo l’amore è così che funziona, come una botte di balsamico, che lascia maturare tutto quello che riceve.