
MATILDE MORRONE MOZZI
ARIANNA FERMANI
SIMONA ANTOLINI
DIMORE FAVOLOSE, SPECCHI DI ATTRAZIONI
In questa casa c’è un segreto
motivi e temi della psicologia del profondo di C. G. Jung vengono rivisitati narrativamente e corredati da brani attinti dal patrimonio fiabesco. Si pongono queste dimore non come puri luoghi geografici, ma rappresentazioni simboliche: immaginari punti d’arresto, luoghi di sosta in cui il cammino di chi è per via momentaneamente si interrompe. Da lì uscirà trasformato.
QUANDO
1 luglio | 18:00
DOVE
AUDITORIUM SAN ROCCO
Vicolo Costa
COME
Ingresso libero senza prenotazione fino ad esaurimento posti

Matilde Morrone Mozzi: psicoterapeuta, ha svolto la sua attività di ricercatrice e docente presso le università di Macerata e Urbino. Tra le sue pubblicazioni: “Luoghi del desiderio. Percorsi dell’individuazione personale”, il volume di poesie e racconti “Sversi” e il “Bestiario. Libro degli animali simbolici in C.G. Jung”. Il suo ultimo libro “In questa casa c’è un segreto” tratta narrativamente motivi e temi della psicologia del profondo di C. G. Jung, attingendo dal patrimonio fiabesco.

Arianna Fermani: professoressa associata di Storia della filosofia antica nell’Università di Macerata. È autrice di numerose pubblicazioni, dedicate per lo più all’Aristotele etico e caratterizzate dall’’approccio multifocale’ alla filosofia antica. È, tra le altre cose, presidente della SFI di Macerata e componente del Direttivo Nazionale della SFI, membro del Collegium Politicum e membro della Cattedra Unesco “Economic Systems and Human Rights”.

Simona Antolini: professoressa ordinaria di Storia Romana e di Epigrafia Latina, è Presidente delle EUM Edizioni Università di Macerata e direttrice della rivista Picus. Studi e ricerche sulle Marche nell’antichità. Il suo principale campo di indagine è lo studio delle iscrizioni greche e latine di Roma, dell’Italia antica e delle province romane (Sicilia, Creta e Cirene, Dalmatia, Epiro). I suoi interessi di ricerca sono i processi di romanizzazione, municipalizzazione e acculturazione in Italia e nelle province romane orientali, i riflessi epigrafici del bilinguismo, le collezioni e la falsificazione epigrafica, la public history. È tra le curatrici dei volumi Roma e le province tra integrazione e dissenso e Intrecci. Studi sul tessile e la tessitura nel Mediterraneo antico.

“In questa casa c’è un segreto” poggia, come ogni casa, su fondamenta: motivi e temi della psicologia del profondo di C. G. Jung vengono qui rivisitati narrativamente e corredati da brani attinti dal patrimonio fiabesco. L’eroe di fiaba, disperso o rifugiato nel bosco, si imbatte nel suo vagare in casupole o magioni in cui trova provvisoria accoglienza. Si pongono queste dimore non come puri luoghi geografici, ma rappresentazioni simboliche: immaginari punti d’arresto, luoghi di sosta in cui il cammino di chi è per via momentaneamente si interrompe, decisive al volto di chi vi transita, al suo disegno o progetto di sé. Da lì uscirà trasformato. La lezione delle fiabe è presentata sotto un duplice punto di vista, come se contenesse fin dall’inizio anche il suo opposto. Interroga il viandante su se stesso, e con lui anche noi che leggiamo. Dice: “Ti sei fatto questa domanda?”. Apertura a un gioco di temi che racchiudono altri temi per un possibile itinerario interiore. Postfazione di Arianna Fermani.