MARCELLO FOIS

SULLA CARNE E SULLA MENZOGNA:
IL RICHIAMO DEL RISCATTO.
L’immensa distrazione

FINALISTA PREMIO CAMPIELLO 2026
l’Emilia mitica e concretissima, fatta di campi, allevamenti, industrie. Il richiamo del potere e la fondazione di un impero economico creato con l’accanimento di chi conosce la miseria e l’astuzia di chi ha capito come uscirne. Fois riesce nell’impresa di restituirci una vita nell’istante in cui è troppo tardi per il rimorso.

introduce Loredana Lipperini

incontro valido come formazione per insegnanti ed educatori

QUANDO

4 luglio | 19:00

DOVE

CORTILE PALAZZO BUONACCORSI
in caso di maltempo
Galleria Antichi Forni

COME

Ingresso libero senza prenotazione fino ad esaurimento posti

Marcello Fois: scrittore e drammaturgo, spazia con affinata disinvoltura dal noir al romanzo storico, dalla sceneggiatura televisiva alla saggistica.
La sua narrazione è caratterizzata da uno scavo psicologico profondo e da un’attenzione civile costante che lo rendono una voce critica e imprescindibile del panorama culturale odierno. Attraverso i suoi testi, il paesaggio diventa un teatro metafisico dove si consumano i drammi eterni dell’onore, del sangue e della ricerca di giustizia come nella celebre Saga dei Chironi. Tra i suoi successi letterari si annoverano premi prestigiosi come il Premio Dessì e il SuperMondello, oltre alla candidatura al Premio Strega e al Premio Campiello con Nel tempo di mezzo. Torna a Macerata Racconta con il suo ultimo libro L’immensa distrazione , candidato al Campiello 2026, nel quale affronta il richiamo del riscatto sociale e l’ambizione del potere.

Libro incluso nella cinquina finalista del Premio Campiello 2026

Libro presentato da Helena Janeczek nell’ambito dei titoli proposti dagli Amici della domenica al Premio Strega 2026.
Finalista al Premio Orbetello Book Prize – Maremma Tuscany Coast.

Dipingendo l’affresco di una dinastia del Novecento fondata sulla carne e sulla menzogna, Marcello Fois ci regala un romanzo semplicemente maestoso. Perché vivere, forse, non è nient’altro che un’immensa distrazione dal morire.

«Ettore Manfredini, nonostante fosse appena morto, la mattina del 21 febbraio 2017 ebbe la netta sensazione di svegliarsi». Inizia così il nuovo libro di Marcello Fois, che torna al grande romanzo familiare, questa volta in un’Emilia mitica e concretissima, fatta di campi, allevamenti, industrie, infinite pianure. Per un istante lungo quasi trecento pagine, Ettore ripercorre i momenti decisivi, le grandi gioie e i grandi dolori della sua stirpe. E finalmente vede tutti come sono stati davvero. I Manfredini hanno trasformato un semplice mattatoio in un impero, con l’accanimento di chi conosce la miseria e l’astuzia di chi ha capito come uscirne. Ma ogni cosa che li riguarda, il loro inesausto gioco di sentimenti, alleanze, silenzi e potere, si fonda su un inganno. Sono questo, i Manfredini: spietati, umanissimi. Venite a conoscerli.

È un’alba uguale a tutte le altre, soltanto un po’ più lunga, quella in cui Ettore Manfredini si sveglia appena morto nella casa accanto al macello che è stato il centro della sua vita e di cui conosce ogni lamento, ogni cigolio. Nato troppo povero per permettersi un’istruzione regolare, impiegato da ragazzo nel mattatoio kosher di cui si impadronirà dopo le leggi razziali, Ettore è un uomo destinato al successo: diventerà uno dei più grandi imprenditori dell’Emilia in bilico tra grande industria e tradizioni contadine. E in quest’alba livida del 21 febbraio 2017, arrivato alla resa dei conti, Ettore capisce di dover percorrere fino in fondo il corridoio dei suoi ricordi. Parte da qui la vorticosa storia della famiglia Manfredini. Che è in primo luogo la storia di Ettore, ma anche di sua madre Elda, sulla cui spregiudicata opacità si fonda tutta la loro fortuna, e di sua moglie Marida, salvata dalla deportazione ma a carissimo prezzo, e di Carlo, il primogenito, figlio mai del tutto capito, e di Enrica, la vera mente dietro la crescita dell’Azienda, e di Elio, il nipotino amatissimo, e di Ester che rimane invischiata nella lotta armata, di Edvige, di Lucia… Il nuovo romanzo di Marcello Fois è una straordinaria macchina della memoria, in cui il grande disegno della Storia si mescola a piccoli dettagli fondamentali: il sapore di una ciambella mangiata ottant’anni prima, la serranda perennemente guasta nella casa di famiglia, due vecchie poltrone su cui si sono decisi i destini di tutti loro. E poi la foto di due gemelli ad Auschwitz trovata per caso in un’enciclopedia.