DARIO FERRARI

L’IRRESISTIBILE FASCINO DEL FALLIMENTO
L’idiota di famiglia

ironia pungente, tra pagine comiche e passaggi commoventi, questo romanzo è molte cose insieme: satira del sottobosco culturale italiano con le esilaranti storture del mondo editoriale, romanzo politico senza comizio, ritratto familiare senza psicologismi da Talk Show, una vita di ambizioni frustrate e sogni irrealizzati.

introduce Francesco Rapaccioni

incontro valido come formazione per insegnanti ed educatori

QUANDO

2 luglio | 19:00

DOVE

CORTILE PALAZZO BUONACCORSI
in caso di maltempo
Galleria Antichi Forni

COME

Ingresso libero senza prenotazione fino ad esaurimento posti

Dario Ferrari: brillante e originale scrittore, traduttore e saggista dallo stile preciso, ironico e ricco di sfumature, capace di raccontare le contraddizioni delle generazioni attuali tra precarietà, ambizioni intellettuali e il peso dell’eredità politica italiana. Ha esordito con il romanzo La ricreazione è finita, diventato in breve tempo un vero caso
editoriale e vincitore di numerosi premi, tra cui il Premio Flaiano. In quest’opera, ha saputo intrecciare con maestria la satira sul mondo accademico e la riflessione storica sugli anni di piombo, dimostrando una rara capacità di gestire diversi registri narrativi. Arriva a Macerata Racconta con il suo ultimo libro L’idiota di famiglia nel quale indaga con il suo inconfondibile stile una vita di ambizioni frustrate e sogni irrealizzati.

Finalista al Premio Orbetello Book Prize – Maremma Tuscany Coast.

Con sarcasmo brillante e ironia pungente, tra pagine comiche e passaggi commoventi, Ferrari ci porta di nuovo a Viareggio, questa volta per affrontare il rapporto tra padri e figli, le incomprensioni, i conflitti, gli affetti. E per farlo ci trascina nelle esilaranti storture del mondo editoriale, raccontandoci il disagio di una generazione un po’ sghemba, in un romanzo stratificato che è a un tempo romanzo politico, satira e romanzo di formazione.
Igor ha da poco oltrepassato la soglia dei quarant’anni, vive a Roma con la fidanzata Marta e un gatto, e si guadagna da vivere con le parole. È un traduttore, passa le sue giornate chino sulla scrivania traducendo operette perlopiù trascurabili quando non proprio impresentabili, eccezion fatta per il sommo Badwalds – «che il Signore me lo preservi» –, autore di culto di cui è diventato, un po’ per caso, la voce italiana. Marta, abbandonata la carriera accademica dopo una cocente delusione, si è da poco reinventata saggista femminista, ha all’attivo un paio di libri ed è lanciatissima sulla scena editoriale. Le giornate di Igor si somigliano un po’ tutte, almeno finché le frustrazioni del traduttore e le invidie del fidanzato devono farsi da parte per fronteggiare una crisi più urgente. Un messaggio della sorella Ester lo informa che il padre sta perdendo lucidità. La demenza senile avanza implacabile e presto tutto ciò che rimane dell’altero Franco Nieri – soprannominato Herr Professor, sosia di Adorno e severo teorico post-marxista – sono pochi balbettii e un’infinità di ricordi. Igor, tornato a Viareggio, affronta la crisi familiare, rimettendo insieme i brandelli di una vita intera, quella di Herr, una vita di ambizioni frustrate e sogni politici irrealizzati.