
CARLO CAMBI
GIORGIO MENICHELLI
ATTRAZIONI LOCALI: TRA GENIUS COCI E GENIUS LOCI
cosa definisce l’identità di un territorio se non la sintesi perfetta tra la storia, la cultura, la tradizione e il modo in cui tutto questo si traduce nel piatto? E come tutto questo può essere reso attrattivo dando vita a un turismo consapevole, sostenibile e non predatorio?
con il patrocinio di
QUANDO
1 luglio | 17:00
DOVE
AUDITORIUM
BIBLIOTECA MOZZI BORGETTI
COME
Ingresso libero senza prenotazione fino ad esaurimento posti

Carlo Cambi: giornalista e saggista, si occupa da sempre di economia, turismo, enogastronomia, settori ai quali ha dedicato una trentina di volumi. Già caporedattore delle pagine economiche di Repubblica, nel 1997 ha fondato e diretto fino al 2005 I viaggi di Repubblica primo settimanale di turismo in Italia. Oltre che con Repubblica ha collaborato con Epoca e L’Espresso. Attualmente scrive per La Verità e Panorama ed è socio corrispondente dell’Accademia dei Georgofili, autore televisivo e docente in vari atenei.

Giorgio Menichelli: Segretario di Confartigianato per le province di Macerata, Ascoli Piceno e Fermo è anche Vicepresidente della Camera di Commercio delle Marche e amministratore di diverse società ed enti pubblici e privati. Attento osservatore delle dinamiche delle piccole imprese dei territori di provincia e delle aree interne, nutre un particolare interesse al fenomeno del turismo al quale ha dedicato i libri L’Italia di mezzo. Comunità, territori e turismi e Vai a quel Paese. Dal turismo predatorio al turismo sostenibile per imprese e comunità.

Questo non è un libro sulla cucina, ma sull’identità.
Il cibo è cultura viva: mani, territorio memoria. Carlo Cambi ci invita a scegliere il “fatto a mano” per difendere ciò che siamo.
Questo testo racconta la cucina italiana come cultura viva e espressione del valore artigiano, non semplice insieme di ricette. L’autore ci invita a vedere il “saper fare” come una risorsa attuale, capace di unire tradizione e innovazione. Il riconoscimento Unesco è un traguardo importante, ma comporta una responsabilità: evitare che il cibo diventi solo merce e che la ristorazione perda il suo significato culturale. Al centro c’è l’Artigiano del Gusto, custode della materia prima, della memoria e del territorio, capace di creare valore autentico. La cucina diventa così identità, relazione e sviluppo, soprattutto nei territori più fragili. Il messaggio finale è chiaro: non essere “spacciatori di calorie”, ma custodi di bellezza, difendendo una cultura che rende unica l’Italia.

Turismo: sogno o incubo? Da tempo ormai il viaggio non è più solo un’esperienza di scoperta, ma un fenomeno so-ciale, economico e culturale dirompente. E se un tempo “andare a quel paese” era un modo per mandare qualcuno lontano, oggi quel “paese” può e deve diventare la nuova destinazione per turisti e visitatori che cercano qualcosa di nuovo da scoprire. Questa guida – ironica nel titolo ma serissima nei contenuti – ci accompagna tra gli eccessi dell’overtourism, analizzando cause, distorsioni, impatti, e provando a rispondere a una domanda urgente: si può ancora viaggiare senza distruggere ciò che si va a cercare? La risposta sta forse nell’undertourism, in una nuova idea di viaggio: lento, autentico, radicato nelle comunità. Un turismo che riconosce il valore dell’artigianato, dell’identità locale, delle esperienze vissute davvero, “like a local” – o meglio: like an artisan. Tra economia delle esperien-ze, sostenibilità, turismo sociale e nuove forme di viaggio digitale, il testo esplora strumenti, modelli e visioni per cambiare rotta. E poi c’è l’innovazione: l’AI, le smart city, il neverending tourism. Opportunità da cogliere, ma anche da saper go-vernare. Perché viaggiare bene oggi non significa solo scegliere la meta giusta, ma anche avere la consapevolezza del proprio impatto. Un libro per chi ama viaggiare, ma non vuole farlo a occhi chiusi. E soprattutto, per chi sogna un futuro in cui il turismo sia davvero un incontro, non un’invasione.

