
GIUSEPPE ANTONELLI
IL FASCINO DELLE PAROLE
FINALISTA PREMIO STREGA SAGGISTICA 2026
ogni parola è una storia: ha alle spalle le sue vicende, i suoi viaggi, le sue peripezie, le sue metamorfosi. E questo spiega il fascino che da sempre suscita l’etimologia: il racconto che cerca di risalire alle radici, svelando – delle parole – l’origine, i sensi stratificati nel tempo, le parentele nascoste. Un viaggio dalle origini delle parole a come è cambiato il linguaggio con l’avvicendarsi dei nuovi media tecnologici e dell’AI.
introduce Lucia Tancredi
incontro valido come formazione per insegnanti, educatori e avvocati
QUANDO
1 luglio | 21:15
DOVE
ORTO DEI PENSATORI
in caso di maltempo
Cinema Italia
COME
Ingresso libero senza prenotazione fino ad esaurimento posti
Iniziativa realizzata nell’ambito del progetto MaMa Tourism Rebuild finanziata dal Piano Nazionale Complementare Sisma – Next Appennino – MIsura B2.2


Giuseppe Antonelli: linguista, accademico e saggista italiano tra i più brillanti e attivi divulgatori della storia della lingua italiana. Docente presso l’Università di Pavia, collabora con il Corriere della Sera. Volto familiare della televisione, grazie ai programmi Splendida Cornice e Il Kilimangiaro su Rai 3; in passato è stato conduttore di La lingua batte su RADIO 3. La sua ricerca si concentra sull’evoluzione dell’italiano contemporaneo, analizzando con acume e ironia le trasformazioni del linguaggio e promuovendo un uso dell’italiano che sia al contempo corretto, attuale, vivo e dinamico. Sarà a Macerata Racconta con il suo ultimo libro Alfabit nel quale indaga con la consueta ironia le trasformazioni del linguaggio nell’era digitale e dei social network.

Alfabit
La storia siamo noi: siamo noi che scrivevamo le lettere e oggi digitiamo e-mail, chat, post, note sul telefono; che dettiamo messaggi e mandiamo vocali. Ma quand’è cominciata questa trasformazione del nostro rapporto con la lingua oltre che con le macchine? Com’è cambiato l’italiano dall’invio dei primi SMS al dialogo con le cosiddette intelligenze artificiali? Alfabit è la storia dell’incrocio fra la tradizione linguistica e la sua traduzione informatica. Ovvero dello stretto legame fra l’evoluzione dell’italiano e l’avvicendarsi dei nuovi media tecnologici. I nuovi codici di comunicazione hanno via via ridotto la distanza tra scritto e parlato, favorendo l’affermarsi di una diffusa informalità e di testi sempre più frammentari. L’esito è una lingua dettata dai tempi dell’interazione simultanea: rapida, effimera, immediata, improntata alla spontaneità. L’autore ricostruisce in presa diretta le diverse fasi di questa metamorfosi. Dall’italiano digitato degli SMS e delle e-mail all’e-taliano di chat e social network fino all’IA-taliano di ChatGPT e degli altri Large Language Models. Una storia straordinariamente attuale che, attraverso la lingua, ci aiuta a capire qualcosa in più del mondo in cui viviamo.

Parola per Parola
Leggendo, sfogliando, consultando, compulsando questo libro, ogni amante della lingua italiana potrà sbizzarrirsi a zigzagare lemme lemme da un lemma all’altro Ogni parola è una storia: ha alle spalle le sue vicende, i suoi viaggi, le sue peripezie, le sue metamorfosi. E questo spiega il fascino che da sempre suscita l’etimologia: il racconto che cerca di risalire alle radici, svelando – delle parole – l’origine, i sensi stratificati nel tempo, le parentele nascoste. Proprio come succede nelle centocinquantotto storie di parole affidate qui a firme autorevoli e organizzate in sezioni tematiche: dalla ricca e intramontabile eredità delle lingue classiche agli scambi con le altre grandi lingue di cultura; dalle parole nuove o legate a mode effimere a quelle antiche che nel frattempo sono uscite dall’uso; dai modi di dire alle voci oscure dei gerghi e delle terminologie tecniche. Dopo il fortunato «La vita delle parole» (2023), Giuseppe Antonelli torna con un nuovo libro destinato ad appagare il desiderio di chi ama e vuole conoscere meglio le parole dell’italiano.
