GIANNI ALEMANNO

L’EMERGENZA NEGATA
La forza della speranza

solo chi sperimenta in prima persona il carcere conosce realmente l’emergenza sociale e civile che grava su questa “istituzione totale”. Questo libro, scritto da persone detenute nel braccio G8 di Rebibbia, ha il valore di una drammatica denuncia contro i pregiudizi che circondano l’istituzione penitenziaria. Ma è anche un atto di speranza, per immaginare una profonda riforma ispirata ai principi della nostra Costituzione.

introducono Giancarlo Giulianelli e Lina Caraceni

incontro valido come formazione per avvocati

con il patrocinio di


QUANDO

3 luglio | 17:30

DOVE

AUDITORIUM
BIBLIOTECA MOZZI BORGETTI

COME

Ingresso libero senza prenotazione fino ad esaurimento posti

Gianni Alemanno: politico italiano di lungo corso, figura di spicco della destra sociale è stato Ministro delle Politiche Agricole e successivamente
Sindaco di Roma, carica ricoperta dal 2008 al 2013. Ha scontato la pena detentiva per il reato di traffico d’influenze, uno dei filoni derivanti dall’inchiesta Mondo di Mezzo, nel carcere di Rebibbia e da quell’esperienza ha scritto insieme a Fabio Falbo, L’emergenza negata, un libro di denuncia sul sistema penitenziario e, con il quale sta dando voce al disagio e in molti casi, alla sofferenza dei detenuti nelle carceri italiane.

Solo chi sperimenta in prima persona il carcere, conosce realmente la situazione drammatica in cui vivono le persone detenute, l’emergenza sociale e civile, generata innanzitutto dal sovraffollamento, che grava su questa “istituzione totale”. Questo libro, scritto appunto da persone detenute nel braccio G8 di Rebibbia, ha il valore di una drammatica denuncia contro i pregiudizi che circondano l’istituzione penitenziaria. Ma è anche un atto di speranza, per invocare interventi urgenti e per immaginare una profonda riforma ispirata ai principi della nostra Costituzione.Solo chi sperimenta in prima persona il carcere, conosce realmente la situazione drammatica in cui vivono le persone detenute, l’emergenza sociale e civile, generata innanzitutto dal sovraffollamento, che grava su questa “istituzione totale”. Questo libro, scritto appunto da persone detenute nel braccio G8 di Rebibbia, ha il valore di una drammatica denuncia contro i pregiudizi che circondano l’istituzione penitenziaria. Ma è anche un atto di speranza, per invocare interventi urgenti e per immaginare una profonda riforma ispirata ai principi della nostra Costituzione.