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ASCANIO CELESTINI

POVERI CRISTI

« gli ultimi della classe, le pecore nere, i malati senza colpa, ecc. Il narratore dello spettacolo trova le parole per raccontarli come santi perché ogni giorno fanno il miracolo di restare al mondo »

il nuovo spettacolo in anteprima a Macerata Racconta

con Gianluca Casadei alle musiche

QUANDO

3 maggio | 21:15

DOVE

TEATRO LAURO ROSSI

COME

ingresso gratuito con ritiro del biglietto obbligatorio presso la biglietteria dei teatri in piazza Mazzini a partire dal 2 maggio
per informazioni tel. 0733 230735

Ascanio Celestini: autore teatrale, attore, regista e scrittore. È uno dei maggiori rappresentanti in Italia del teatro di narrazione. I suoi testi, caratterizzati da una sottile ironia, nascono da un lavoro di ricerca sul campo e indagano la società e l’immaginario collettivo. Porta a Macerata Racconta il suo spettacolo Poveri Cristi, tratto dal suo ultimo libro pubblicato nel 2025 con Einaudi, nel quale racconta gli ultimi della classe, le pecore nere, i malati senza colpa, coloro che ogni giorno compiono il miracolo di restare al mondo.

Sono i destini a cui nessuno fa caso, quelli che da sempre interessano ad Ascanio Celestini. E quale luogo migliore delle periferie, microcosmi grandi e vivaci più del mondo, per indagare gli esseri umani che ci ostiniamo a non voler vedere? Con sguardo partecipe e mai retorico, Celestini setaccia le vite sradicate di donne e uomini che vagano come in un formicaio alla ricerca del loro spicchio di felicità. Del resto, «Cristo non è sceso dal cielo, ma è salito dalla terra». E se san Francesco tornasse oggi a predicare, mettendo in scena un presepe nel parcheggio di un supermercato? In una periferia di Roma, che potrebbe essere dietro l’angolo, s’intrecciano le esistenze di un gruppo di poveri cristi – simili agli «ultimi» che Francesco incontrò otto secoli fa. C’è Giobbe, magazziniere analfabeta che ha messo a punto un metodo infallibile per sistemare la merce senza una sola parola scritta. C’è la Vecchia che insegna alla Prostituta che per il sapere e la cultura non serve il denaro: i libri nelle biblioteche sono gratis, e i musei un giorno al mese aprono le porte persino ai barboni. C’è Joseph, che è partito dal suo paese in Africa, ha attraversato il deserto, è stato schiavo in Libia e poi naufrago in mare: si è salvato, ma in Italia è finito in un carcere dove le sezioni hanno nomi di fiumi, però non c’è l’acqua potabile. E poi c’è la Donna con la testa impicciata, che parla con suo figlio anche se è morto da anni… La voce inconfondibile di Ascanio Celestini – sommando un’armonia di fatti apparentemente irrilevanti alle ragioni più profonde dell’esistenza – torna in queste pagine a raccontare la lotta di classe. Mostrandoci i prodigi della solidarietà tra gli umili che animano i margini delle nostre metropoli: il prodigio di chi è stato schifato, di chi è stato menato, schiavizzato, incarcerato e torturato, stuprato, ammazzato e poi dimenticato. E nonostante questo è incapace di diventare cattivo. Perché «se hai una piccola verità, devi avere il coraggio di pronunciarla».