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“Amarsi e odiarsi in una lingua e trovarsi d’accordo in un’altra. Piangere per una storia in una lingua e ridere della stessa storia in un’altra. La lingua si perde in quella dell’altro. Una mattina il mapuche arrivò come un vento che spiana e oggi resta solo l’eco di quell’antica lingua. L’idioma günün a yajüch non possiede nulla al di fuori di sé stesso. Non ha più parole per indicare ciò che non conosce.” – Adrian Bravi

 

Come far sopravvivere una lingua quando i suoi ultimi parlanti se ne vanno?

È questo il caso dell’idioma günün a yajüch e dei suoi ultimi due parlanti indios, Casilda Moreira e Bartolo Medina, che vivono a Kahualkan, un piccolo paese immerso nella pampa argentina, senza rivolgersi la parola da anni.
Come impedire che una lingua venga dimenticata per sempre?

Con questa domanda Annibale, studente di etnolinguistica, decide di partire per Kahualkan per incontrare Casilda e Bartolo e per tentare di registrare una loro ultima conversazione in lingua günün a yajüch. Un viaggio tra i misteri e le evoluzioni di una lingua che Adrian Bravi racconta nel suo ultimo romanzo, L’idioma di Casilda Moreira, (Exórma).

La presentazione del libro con l’autore è il 30 aprile, ore 18.30, presso Vere Italie. Introduce l’incontro Lina Caraceni.

 

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