Antonio Motta

Motta

Vive a San Marco in Lamis sul Gargano dove ha fondato il Centro Documentazione Leonardo Sciascia/Archivio del Novecento. Dirige la rivista di letteratura «Il Giannone». Ha pubblicato su Sciascia: Leonardo Sciascia, la verità, l’aspra verità (1985), Il sereno pessimista (1991), Poesie per Leonardo (1992), Un’amicizia. Conversazione su Leonardo Sciascia (insieme a Bruno Caruso, 1994),Giorni felici con Leonardo Sciascia (2004), Sciascia vent’anni dopo (2009). Oltre ad occuparsi di Sciascia, Antonio Motta è l’editore dell’opera dialettale di Joseph Tusiani e si è occupato a lungo di letteratura meridionale, come pure di scrittori italiani e stranieri che hanno avuto rapporti con la Puglia dedicando loro alcune curate ed esaurienti monografie . Dirige la rivista semestrale «Il Giannone» e collabora, tra l’altro, a «Belfagor», «Nuova Antologia», «incroci», «Quaderni del Fondo Moravia».

Motta-SciasciaBibliografia degli scritti di Leonardo Sciascia
Un lavoro straordinario dal quale emerge un ritratto singolare di Sciascia, la mappa dei suoi molteplici interessi e delle sue tante curiosità: oltre alla letteratura e la storia siciliane, la giustizia, la politica, la cultura francese, la pittura, l’acquaforte, la fotografia, i libri antichi. Un’opera di straordinaria utilità rivolta a tutti coloro che sono legati all’opera dello scrittore di Racalmuto.

«A vent’anni dalla morte dello scrittore, Antonio Motta pubblica questa Bibliografia di tutti gli scritti di Sciascia. E trasforma il ruvido repertorio in una mappa con segnaletiche varie, che consentono di percorrerla in tutte le direzioni: lungo i viali delle grandi opere, le piazze delle raccolte di saggi e articoli, le vie delle attività editoriali e delle curatele, le strade laterali delle presentazioni di mostre, delle cartelle d’arte, e delle recensioni, gli incroci degli interventi giornalistici (letterari e politici), i giardinetti delle poesie, i belvederi delle traduzioni; i parcheggi con gli scritti in attesa di recupero, i depositi del materiale d’occasione. Il reticolo invita alle escursioni guidate e agli attraversamenti trasversali. Alle passeggiate storiche, anche: dentro il paesaggio-laboratorio, che fa storia dei testi; del loro costituirsi per progressive approssimazioni, pubblicazioni parziali, tagli e aggiunte. In questa «città» vive e respira quella che fu per decenni la coscienza civile di un paese chiamato Italia. L’urbanistica è l’organizzazione spaziale di una biografia, costruita pagina su pagina, opera su opera. E la bibliografia torna a confermarsi ancora una volta, sciascianamente, come un “fatto” di “storia letteraria e civile”: vasto quanto una vita».
Salvatore Silvano Nigro