Eugenio Baroncelli

PL-BaroncelliVive a Ravenna. Tra le sue opere Outfolio. Storiette scivolate dal quaderno durante un trasloco, 2005. Con Sellerio ha pubblicato “Libro di candele. 267 vite in due o tre pose”, “Mosche d’inverno. 271 morti in due o tre pose”, con cui ha vinto il Premio Mondello, “Falene. 237 vite quasi perfette” e nel 2013 “Pagine bianche. 55 libri che non ho scritto” che presenterà a Macerata Racconta. Roberto Saviano di lui dice “I suoi libri sono una delizia. Uso questo termine, sicuramente improprio, per rendere in sintesi il piacere di leggere ciò che scrive”, mentre Stefano Salis lo definisce “sfacciatamente bravo, raffinatissimo letterato, instancabile ricercatore di trame e vite sottili”.

Pagine-Bianche«Beffarsi della penna è scrivere davvero, come vivere davvero è beffarsi della vita».
Delle moltitudini di volumi che non scrisse mai, il non-autore Baroncelli in questo libro dei libri raccoglie tutto: recensioni, risvolti di copertina, giustificazioni, trame, prefazioni, epigrafie, album, illustrazioni, geografie, sommari, indici dei nomi, note, tracce biografiche, incipit. Tutto tranne il testo, di cui non sente alcun bisogno essendo autore di finzioni, e di ironie lugubri e sferzanti. Solo che in tali finzioni immerge prima di tutto se stesso e quindi, come finzioni delle finzioni, i nostri sé di lettori.
Dopo aver creato, nei libri precedenti, migliaia di fantasiose e veridiche voci biobibliografiche relative a letterature e letterati di almeno un paio di millenni, in questo dove parla finalmente dei libri tutti suoi, quelli che non scrisse, Baroncelli si svela come una sorta di moralista secentesco trapiantato nei nostri anni, uno scrittore di Pensieri inevitabili come evitabili sono le trame dei suoi romanzi, scettico, stoico, meravigliosamente libertino di mente.