24 marzo, 2013

Telmo Pievani

PievaniFilosofo della scienza e tra i maggiori esperti internazionali di evoluzione. Comunicatore, saggista e accademico è professore presso il Dipartimento di Biologia dell’Università degli studi di Padova, dove ricopre la prima cattedra italiana di Filosofia delle Scienze Biologiche. Impegnato in diversi progetti internazionali di comunicazione della scienza, è stato tra i fondatori del Festival della scienza di Genova, divenuta la più importante manifestazione europea del settore. Fa parte del comitato editoriale di riviste scientifiche internazionali come Evolutionary Biology e Evolution: Education and Outreach. Insieme a Niles Eldredge, è direttore scientifico del progetto enciclopedico “Il futuro del pianeta” di UTET Grandi Opere e curatore dell’edizione italiana della mostra internazionale “Darwin. 1809-2009”. Insieme a Luigi Luca Cavalli Sforza, è curatore del progetto espositivo internazionale “Homo sapiens: la grande storia della diversità umana”. Dirige Pikaia, il portale italiano dell’evoluzione ed è membro del comitato di The Future of Science, promossa dalla fondazione Umberto Veronesi. Infine è anche membro della Società italiana di biologia evoluzionistica. Dal punto di vista editoriale, è un autorevole saggista membro del comitato editoriale de L’Indice dei libri. Collabora regolarmente con Il Corriere della Sera, Le Scienze e Micromega. Nel 2012, per il saggio “La vita inaspettata. Il fascino di un’evoluzione che non ci aveva previsto”, ha ricevuto la menzione speciale della giuria del Premio Scienza e letteratura-Merck Serono. A Macerata Racconta il 3 maggio parlerà di evoluzione e fine del mondo insieme al professor Roberto Mancini.

 


La-fine-del-mondo«Eppure abbiamo bisogno anche della catastrofe, del cataclisma imprevedibile che scompagina le carte, riapre i giochi, ridona speranza a chi era ai margini della storia, rovescia i rapporti di forza, spezza la logica precedente che sembrava invincibile. Un ciclo si compie e un tempo nuovo comincia.» Colossali ecatombi del passato hanno più volte segnato un nuovo inizio per altre forme di vita. La «catastrofe», la resa dei conti finale con la storia, ci affascina da sempre. Soddisfa bisogni psicologici magnificamente rappresentati nell’immaginario classico della fine del mondo vista come catarsi risolutiva, punizione, vendetta. Attraverso le parole chiave dell’attesa – apocalisse, disastro, nemesi, estinzione – queste pagine piene di ironia, e le storie di scienza che raccontano, ci propongono un messaggio positivo di umiltà evoluzionistica e di accettazione della contingenza della vita sulla Terra, per decidere che cosa fare quando anche questa volta il mondo non sarà finito.


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