24 marzo, 2013

Chiara Gamberale

GamberaleScrittrice e conduttrice radiofonica e televisiva, ottiene la ribalta in campo letterario quando, poco più che maggiorenne, pubblica il romanzo Una vita sottile, ispirato a una vicenda autobiografica e da cui viene presto tratta una fortunata versione televisiva. Seguono Color lucciola  e Arrivano i pagliacci. A partire dal 2002, ha cominciato a lavorare come autrice e conduttrice televisiva. Su Rai 3, affiancando Luciano Rispoli a Parola mia; su Rai Uno ha condotto Gap e, di nuovo sulla terza rete, Quarto Piano Scala a Destra, programma di cui era anche ideatrice. Dal 2005 al 2008 è stata autrice e conduttrice su Radio 24, della trasmissione Trovati un bravo ragazzo e dal 2010 fino al 2012 ha condotto Io, Chiara e l’Oscuro su Rai Radio 2.Tra le varie attività Collabora con La Stampa, il Riformista e Vanity Fair. Nel 2008 riceve il Premio Campiello (Selezione Giuria dei Letterati) per il libro La zona cieca. Nel 2012 è uscito L’amore quando c’era edito da Mondadori, mentre a Macerata Racconta presenterà l’ultimo libro uscito nel 2013, sempre per Mondadori, “quattro etti d’amore, grazie”.


quattro-etti-d-amore-grazieQuasi ogni giorno Erica e Tea s’incrociano tra gli scaffali di un supermercato. Erica ha un posto in banca, un marito devoto, una madre stralunata, un gruppo di ex compagni di classe su facebook, due figli. Tea è la protagonista della serie tv di culto “Testa o Cuore”, ha un passato complesso, un marito fascinoso e manipolatore. Erica fa la spesa di una madre di famiglia, Tea non va oltre gli yogurt light. Erica osserva il carrello di Tea e sogna: sogna la libertà di una donna bambina, senza responsabilità, la leggerezza di un corpo fantastico, la passione di un amore proibito. Certo non immaginerebbe mai di essere un mito per il suo mito, un ideale per il suo ideale. Invece per Tea lo è: di Erica non conosce nemmeno il nome e l’ha ribattezzata “signora Cunningham”. Nelle sue abitudini coglie la promessa di una pace che a lei pare negata, è convinta sia un punto di riferimento per se stessa e per gli altri, proprio come la madre impeccabile di “Happy Days”. Le due donne, in un continuo gioco di equivoci e di proiezioni, si spiano la spesa, si contemplano a vicenda: ma l’appello all’esistenza dell’altra diventa soprattutto l’occasione per guardare in faccia le proprie scelte e non confonderle con il destino. Che comunque irrompe, strisciante prima, deflagrante poi, nelle case di entrambe. Sotto la lente divertita e sensibile della scrittura di Chiara Gamberale, ecco così le lusinghe del tradimento e del sottile ma fondamentale confine tra fuga e ricerca.


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