NICOLA LAGIOIA / LOREDANA LIPPERINI

LINEE D’OMBRA

La città dei vivi (Einaudi) / La notte si avvicina (Bompiani)

4 luglio| 17:00 |ORTO DEI PENSATORI

in caso di maltempo l’evento sarà spostato al Cinema Italia
introduce MARCO PAUTASSO
incontro valido come formazione per insegnanti ed educatori
con rilascio di attestato da parte del Museo della Scuola “Paolo e Ornella Ricca” dell’Università di Macerata
ingresso gratuito fino ad esaurimento posti

un incontro a due voci in cui gli autori indagano le linee d’ombra dell’ animo umano, facendoci immergere in una realtà inquietante. Nicola Lagioia lo fa partendo da un terribile episodio di cronaca accaduto a Roma nel 2016, Loredana Lipperini, invece, trae l’ispirazione da una sua esperienza a Lampedusa e la proietta in un piccolo paese – molto simile a quelli del nostro entroterra – isolato, già colpito dal sisma e abitato da persone incerte, impaurite, rabbiose


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«Tutti temiamo di vestire i panni della vittima. Viviamo nell’incubo di venire derubati, ingannati, aggrediti, calpestati. Preghiamo di non incontrare sulla nostra strada un assassino. Ma quale ostacolo emotivo dobbiamo superare per immaginare di poter essere noi, un giorno, a vestire i panni del carnefice?» Le parole di Nicola Lagioia ci portano dentro il caso di cronaca piú efferato degli ultimi anni. Un viaggio per le strade buie della città eterna, un’indagine sulla natura umana, sulla responsabilità e la colpa, sull’istinto di sopraffazione e il libero arbitrio. Su chi siamo, o chi potevamo diventare.

Nel marzo 2016, in un anonimo appartamento della periferia romana, due ragazzi di buona famiglia di nome Manuel Foffo e Marco Prato seviziano per ore un ragazzo piú giovane, Luca Varani, portandolo a una morte lenta e terribile. È un gesto inspiegabile, inimmaginabile anche per loro pochi giorni prima. La notizia calamita immediatamente l’attenzione, sconvolgendo nel profondo l’opinione pubblica. È la natura del delitto a sollevare le domande piú inquietanti. È un caso di violenza gratuita? Gli assassini sono dei depravati? Dei cocainomani? Dei disperati? Erano davvero consapevoli di ciò che stavano facendo? Qualcuno inizia a descrivere l’omicidio come un caso di possessione. Quel che è certo è che questo gesto enorme, insensato, segna oltre i colpevoli l’intero mondo che li circonda. Nicola Lagioia segue questa storia sin dall’inizio: intervista i protagonisti della vicenda, raccoglie documenti e testimonianze, incontra i genitori di Luca Varani, intrattiene un carteggio con uno dei due colpevoli. Mettersi sulle tracce del delitto significa anche affrontare una discesa nella notte di Roma, una città invivibile eppure traboccante di vita, presa d’assalto da topi e animali selvatici, stravolta dalla corruzione, dalle droghe, ma al tempo stesso capace di far sentire libero chi ci vive come nessun altro posto al mondo. Una città che in quel momento non ha un sindaco, ma ben due papi. Da questa indagine emerge un tempo fatto di aspettative tradite, confusione sessuale, difficoltà nel diventare adulti, disuguaglianze, vuoti di identità e smarrimento. Procedendo per cerchi concentrici, Nicola Lagioia spalanca le porte delle case, interroga i padri e i figli, cercando il punto di rottura a partire dal quale tutto può succedere.


Nicola Lagioia scrittore, ha vinto il Premio Strega nel 2015 con il suo precedente Romanzo la Ferocia, pubblicato da Einaudi.  Collabora con Radio3 ed è il direttore artistico del salone internazionale del libro di Torino, da anni partecipa alla mostra del cinema di venezia: prima come selezionatore dei film in gara prima e come giurato nella recente edizione 2020. Ha esordito come romanziere nel 2001 con Tre sistemi per sbarazzarsi di Tolstoj (senza risparmiare se stessi).  Successivamente, per Fazi ha pubblicato il saggio Babbo Natale. Ovvero come la Coca Cola ha colonizzato il nostro immaginario collettivo (2009). Ha pubblicato racconti in varie antologie: Patrie impure (Rizzoli 2003), La qualità dell’aria (minimum fax, 2004) che ha curato assieme a Christian Raimo, Semi di fico d’India (Nuovadimensione, 2005), Periferie (Laterza, 2006), Deandreide, dedicata a Fabrizio De André (Biblioteca Universale Rizzoli, 2006), Ho visto cose (Biblioteca Universale Rizzoli, 2008), La storia siamo noi (Neri Pozza, 2008). Per Einaudi ha pubblicato Occidente per principianti (2004), Riportando tutto a casa (2009, con cui si aggiudica il premio Siae, il premio Vittorini, il premio Volponi, il Premio Viareggio 2010 per la narrativa) e La ferocia (2014).


2008: l’anno della svolta, l’anno della grande crisi economica, l’anno dove il disinteresse per il mondo segna il culmine. Un piccolo paese isolato, circondato da militari che impediscono di entrare e uscire, popolato da persone incerte, impaurite, rabbiose: una scena che abbiamo visto nelle cronache è l’avvio di questo romanzo che Loredana Lipperini ha cominciato a scrivere quattro anni fa a Lampedusa, ben prima delle recenti afflizioni. Perché il tema della malattia implacabile attraversa la storia ed è fonte letteraria potente. La notte si avvicina ha dalla sua l’originalità della declinazione al femminile: anche le streghe, come le epidemie, attraversano la storia, e in questo romanzo ce ne sono tante. Le mamme feroci che inducono i servizi sociali a interessarsi troppo a Maria e ai suoi figli fino a farli allontanare e a condannarla a una vita di mancanze. Chiara, sola e smarrita nel suo mondo disseminato di presagi, sogni, visioni di travi, fruste, angeli punitivi. L’ignoranza che si muta in ferocia: cimiteri sventrati, case incendiate, come se il fuoco potesse sanare tutto con la distruzione. Saretta, settant’anni, forte e ampia come una Grande Madre, con le sue complicità d’ombra, i misteri, e il dominio assoluto su Vallescura, il paese “noioso e grasso e poco ospitale” già segnato dal terremoto, che sembra respingere i nuovi arrivati per preservare il suo segreto, e come un magnete attira a sé il male. Il male antico, che s’incarna nella malattia, e il male del mondo, dei delitti irrisolti, delle stragi: un tema caro all’autrice che qui s’intreccia con gli incubi del soprannaturale e costringe il lettore a un corpo a corpo con la paura.


Loredana Lipperini è giornalista, narratrice, amatissima voce di Fahrenheit su Radiotre e scrive per le pagine culturali de “la Repubblica”. Il suo blog Lipperatura, attivo dal 2004, è un punto di riferimento per la discussione letteraria, culturale, politica. Tiene un corso di letteratura fantastica alla Scuola Holden di Torino ed è, insieme a Lucia Tancredi, la direttrice artistica della rassegna I Giorni della Merla che si tiene a Macerata alla fine di gennaio. Ha pubblicato romanzi fantasy con lo pseudonimo di Lara Manni e fra l’altro i saggi Ancora dalle parte delle bambine (2007), Non è un paese per vecchie (2012), L’ho uccisa perché l’amavo con Michela Murgia (2013), il libro per ragazzi Pupa (Rrose Sélavy, 2013), Questo trenino a molla si chiama il cuore (Laterza 2014), nel 2016 per Bompiani L’arrivo di Saturno e nel 2019 sempre per Bompiani Magia Nera.