LUCREZIA CILENTI

IL FASCINO DELLA SFIDA
Blu, il granchio

“Mi accadde di sognarlo. Non una volta sola. In uno dei sogni, lo vedevo camminare sul mio corpo addormentato, lentamente, misurando il confine tra pelle e mare. “ Il granchio blu di questo racconto diventa una potente metafora del divenire umano, simboleggiando la necessità di abbandonare vecchie corazze per evolversi e sopravvivere alle crisi.

introduce Lucia Tancredi

in collaborazione con

QUANDO

30 giugno | 19:00

DOVE

CORTILE PALAZZO BUONACCORSI
in caso di maltempo
Auditorium San Rocco

COME

Ingresso libero senza prenotazione fino ad esaurimento posti

Lucrezia Cilenti: Biologa marina di fama internazionale, ricercatrice presso il CNR ISPA di Foggia, divulgatrice scientifica, impegnata nel trasmettere l’importanza della conservazione marina, studia le specie aliene e gli ecosistemi costieri e lagunari. Coordinatrice di numerosi progetti europei, ha saputo coniugare il rigore dell’analisi dei dati con una visione umanistica del rapporto tra uomo e mare. Per la prima volta a Macerata Racconta con il suo nuovo saggio narrativo “Blu il granchio”, fresco vincitore del premio Franz Kafka Italia 2026, nel quale utilizza il fenomeno del granchio blu come metafora del divenire umano e della necessità di trasformare le criticità in risorse.

“Mi accadde di sognarlo. Non una volta sola. In uno dei sogni, lo vedevo camminare sul mio corpo addormentato, lentamente, misurando il confine tra pelle e mare. Non provavo paura. Solo la certezza che mi stava dicendo qualcosa. Che la sua presenza era una chiamata.” È Blu, il granchio che Lucrezia Cilenti, biologa e ricercatrice, studia da anni. Il racconto fonde rigore scientifico e riflessione intima, la ricerca sulla diffusione del granchio blu nel Mediterraneo e una profonda riflessione esistenziale. Attraverso lo studio di questa specie invasiva nelle lagune del Gargano, l’autrice esplora temi quali la capacità di adattamento, la fragilità della metamorfosi e l’impatto del cambiamento climatico sugli ecosistemi marini. Il granchio diventa una potente metafora del divenire umano, simboleggiando la necessità di abbandonare vecchie corazze per evolversi e sopravvivere alle crisi. Il suo procedere obliquo suggerisce una postura laterale verso la vita, un invito ad accogliere percorsi non lineari. Al centro un’ecologia dell’immaginazione che suggerisce di trasformare le minacce ambientali in risorse economiche e culturali tramite il coinvolgimento delle comunità locali. In definitiva, il racconto trasforma il dato biologico in una narrazione poetica sulla resilienza e sulla costante ricerca di un nuovo equilibrio. Tra dati biologici e visioni poetiche, Lucrezia Cilenti ci insegna ad abitare il cambiamento e a scoprire, attraverso le crepe della fragilità, nuove forme di bellezza e consapevolezza.