
EDOARDO CAMURRI
L’ATTRAZIONE VITALE
La vita che brucia
il mondo è stupendo e rigoglioso, non annientarlo nelle tue paure, non distruggerlo con il tuo goffo protagonismo, con la tua tristezza, con la tua pretesa di avere ragione, con le tue aspettative. Non hai tempo per i pensieri. Diventa libero, fluido, imprevedibile. Quello che devi fare è semplicemente animare “La vita che brucia” lasciarsi andare al vorticoso vociare del mondo, spingersi in un vero e proprio viaggio al termine della notte, al di là di ciò che pensiamo di essere.
introduce Alberto Zanutto
in collaborazione con Associazione Scuola Popolare di Filosofia
QUANDO
2 luglio | 21:15
DOVE
ORTO DEI PENSATORI
in caso di maltempo
Cinema Italia
COME
Ingresso libero senza prenotazione fino ad esaurimento posti

Edoardo Camurri: filosofo, giornalista, scrittore e autore televisivo, considerato uno dei più brillanti divulgatori culturali italiani, capace di rendere affascinante e accessibile la complessità del sapere umano grazie
all’abilità di unire la profondità dei concetti alla leggerezza della narrazione. Noto per il suo stile colto, eccentrico e profondamente ironico, ha saputo rinnovare il racconto della letteratura e della filosofia in TV con programmi cult come I grandi della letteratura italiana, Provincia Capitale e Viaggio nell’Italia che cambia, #Maestri. Collaboratore storico di testate come Il Foglio e La Lettura del Corriere della Sera, Camurri è anche una voce familiare di RADIO 3, dove conduce con brio Pagina 3 e Tutta l’umanità ne parla. Autore di saggi e opere di narrativa arriva a Macerata Racconta con il suo ultimo libro La vita che brucia.

Al secondo posto della classifica di qualità dell’Indiscreto 2026 – Sezione Saggistica
Il mondo è stupendo e rigoglioso, non annientarlo nelle tue paure, non distruggerlo con il tuo goffo protagonismo, con la tua tristezza, con la tua pretesa di avere ragione, con le tue aspettative. Non hai tempo per i pensieri. Diventa libero, fluido, imprevedibile.
Di fronte al dolore, niente ha più senso. Ma è forse proprio allora che la parola ritrova la sua potenza. Ed è proprio questa potenza ad animare “La vita che brucia” – un testo sfolgorante in cui Edoardo Camurri rivive a cuore aperto l’esperienza più antica, più straziante di tutte: l’ineluttabilità della sofferenza. In questa ricerca, l’universalità non sarà abbastanza e l’intimità è di troppo; bisogna invece lasciarsi andare al vorticoso vociare del mondo, spingersi in un vero e proprio viaggio al termine della notte, al di là di ciò che pensiamo di essere. E, per riuscirci, la versatilità stilistica di Camurri non lascia nulla di inesplorato: l’antica sapienza vedica riaffiora nella teoria marxiana del valore; gli schematismi kantiani intessono visioni lisergiche; il frammento eracliteo sprofonda nella vividezza emotiva del flusso di coscienza. “La vita che brucia” non propone l’algida consolazione delle idee, ma l’appassionante e sofferta ricerca di Qualcosa che dia conto del nostro sentire: la cosmogonia in un battito di ciglia; il frinire delfico delle cicale; l’epifania di una fotografia ritrovata; il viavai di sensazioni in una giornata che è una vita, che è tutte le vite, che è la realtà nella sua bruciante maestosità. E così, se ascoltassimo la voce che sussurra – e che ci sta accanto – in ogni piega dell’esistenza, al di là di quel fragile Io che ci incatena alla sofferenza, forse riusciremmo a riscoprire la verità più essenziale, la più sconvolgente: «il semplice fatto di esserci è già la risposta».