24 marzo, 2013

Luca Pakarov

pakarovGiovane scrittore nato a Macerata, dove ancora vive, ha già pubblicato per Edizioni Clandestine il romanzo Terminal.  Tra le sue attività cura con stile Irriverente, una rubrica sulla prestigiosa rivista Rolling Stones nella quale racconta eventi a cui partecipa e intervista personaggi che incontra nelle sue “evasioni”.  Nel 2012 è uscito il suo nuovo romanzo Pudding. Evasioni low cost che presenterà a Macerata Racconta.


pudding-evasioni-low-costPakarov ci propone un bel collage di “esperienze” di vagabondaggio in giro per l’Europa. Passando senza soluzione di continuità dal racconto al report, dal pezzo per guida turistica al diario di viaggio, Pakarov si approccia con fare scanzonato alle  contraddizioni di cui brulica il vecchio continente degli Anni Zero e riesce anche, grazie alla piacevolezza di uno stile che ama destreggiarsi con lo sberleffo e l’autoironia, a raggiungere una certa coesione narrativa. E pare che riesca pure a pervenire ad una coerenza tematica, dato che il lettore, giunto alla fine di Pudding. Evasioni low cost, avrà chiaro che l’Europa descritta dall’autore è sì ancora varia, ma tristemente attraversata da una pericolosa forza omologante che ha già in parte compromesso la semplicità dell’esistere. Si potrebbe dare a questa forza il nome di globalizzazione, dopo aver letto il frammento Pudding, dedicato ad un breve soggiorno londinese; oppure identificarla con l’appiattimento urbanistico e paesaggistico, in seguito alla lettura delle tappe rispettivamente parigina, berlinese e barcellonese di À La Poste, Adalbertsrasse – Sublimazione, Midnight in Barcelona; infine pensare al diramarsi della crisi economica e dell’austerità applicata al sistema dei diritti leggendo l’esperienza ateniese di Ultima fermata Exarcia. Poco importa. Di importante c’è che il libro di Pakarov è una rara opportunità per avvicinarsi con il dovuto disincanto al mutante spazio europeo. Seguendo il filo di una scrittura brillante e colorita, con Pudding è possibile viaggiare e lasciare, chiudendo ogni racconto, i malcapitati residenti alla loro sorte di sedentarietà per riprendere un nuovo percorso di esplorazione. Salvo però rendersi conto, sul finire, che i tempi sono cambiati e che lo spazio europeo è sempre più unitario, diffuso (anche se sempre meno collettivo o comune). Insomma che scampo, forse, non c’è per nessuno.

Recensione di Nicoletta Mandolini per la Bottega di Hamlin


 

 

 

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