GIULIO CAVALLI

CARNAIO

o4 maggio | ore 18,30 | Teatro della Filarmonica 

introduce CHIARA VALERIO

in collaborazione con Refugees Welcome Macerata

Con uno sguardo che ricorda Saramago e Bolaño,
Carnaio è un incubo di carne e soldi, la profezia di un mondo prossimo,
in cui l’ultimo passo verso l’abisso è già alle nostre spalle.

incontro valido anche come formazione per insegnanti e educatori


CARNAIO (Fandango)
Giovanni Ventimiglia è un pescatore, da tutta la vita raccoglie nelle sue reti acciughe e granchi, anche se negli ultimi anni il mare è diventato avaro e sulla sua piccola nave non ha più un equipaggio. Il pesce lo vende nel mercato di DF, un paesino aggrappato alla costa come tanti, con un parroco che fa la predica ma va a puttane, un sindaco che è padre di sindaco, un’emittente locale che scalda i cuori delle casalinghe con il suo conduttore brizzolato. Ma un giorno di marzo Giovanni attraccando al pontile trova un cadavere, un uomo che in ammollo dev’essere stato per giorni, un ragazzo non di quelle parti, forse dell’Est o del Sud, uno di colore comunque. E dopo di lui, i ritrovamenti di cadaveri sbiaditi dall’acqua, tutti giovani, tutti neri si susseguono, senza che le autorità locali riescano a trovare un filo, cumuli di cadaveri da seppellire, identificare, gestire. E da DF chiedono aiuto, ma da Roma prendono tempo, impongono accertamenti, tanto che, per non venire sommersi, i cittadini saranno costretti a escogitare un sistema per affrontare l’emergenza, e poi nel tempo trasformarla in profitto. 

 

 


GIULIO CAVALLI
E` un attore, drammaturgo, scrittore, regista teatrale. Nel 2009 mette in scena il monologo Do ut Des, spettacolo teatrale su riti e conviti mafiosi. A causa delle minacce mafiose ricevute a seguito della messa in scena di quest’ultimo spettacolo, gli è stata assegnata una scorta. Cavalli prosegue nella sua denuncia delle collusioni e infiltrazioni mafiose con RadioMafiopoli e altri spettacoli. Il 4 gennaio del 2010 gli viene assegnato il Premio Giovani Giuseppe Fava. Nel 2010 viene eletto come Consigliere nelle elezioni regionali in Lombardia e nello stesso anno pubblica il suo primo libro Nomi, cognomi e infami.  Nel 2011 scrive e interpreta L’innocenza di Giulio, spettacolo sul processo a Giulio Andreotti al quale  segue nel 2012 il libro L’innocenza di Giulio: Andreotti e la mafia.  Seguiranno Mio Padre in una scatola da Scarpe e Santamamma, fino all’ultimo, Carnaio, edito da Fandango, un incubo di carne e soldi nel quale, con uno sguardo che ricorda Saramago e Bolaño,  mette in scena  la profezia di un mondo prossimo, in cui l’ultimo passo verso l’abisso è già alle nostre spalle.