GIAN PIERO PIRETTO

QUANDO C’ERA L’URSS
70 anni di storia culturale sovietica

o2 maggio | ore 21,15| Teatro della Filarmonica

suggestioni musicali a cura di  SHARI DELORIAN (Classical Hooligans)

interviene Bianca Sulpasso

«Un testo imprescindibile per capire quello che è stata l’Urss da dentro. Ma che oltre al passato guarda al futuro» 

«Piretto non gioca con la nostalgia: ricostruisce.
La vicenda dell’URSS è anche la storia di un’utopia che è finita, e raccontarne la trama è decisivo per capire meglio quel mondo, e di rovescio anche il nostro»

valido anche come formazione per insegnanti e educatori

in collaborazione con il Dipartimento Studi Umanistici UNIMC

l’iniziativa prevede l’accreditamento di CFU secondo le disposizioni dei corsi di laurea


QUANDO C’ERA L’URSS
L’universo sovietico ha suscitato per circa settant’anni entusiasmi e avversioni.
Attraverso una periodizzazione non scandita dalla banalità dei decenni, in questo libro si analizzano eventi storici, imprese, campagne promozionali e dissuasorie subite dai cittadini del paese dei Soviet, con uno speciale accento sulla percezione dei fatti nella quotidianità della gente comune.  Propaganda, retorica, passioni sono prese in esame sulla base della cartellonistica, delle riviste, del cinema, dell’architettura, delle arti, della cronaca. Dai trascinanti investimenti dei primi anni al binomio euforia-terrore che ha segnato l’era staliniana, dalle sottoculture giovanili degli anni Cinquanta e Sessanta ai primi passi del rock nei Settanta, si giungerà alla fatidica notte di Natale del 1991, quando venne ammainata la bandiera rossa sul Cremlino. Tutto documentato da un ricco apparato iconografico tratto dalla straordinaria produzione di grafici e artisti del tempo.

 

 


GIAN PIERO PIRETTO
Dopo la laurea in lingue e letteratura russa all’Università di Torino, Gian Piero Piretto, classe 1952, ha ricoperto incarichi di insegnamento nelle Università di Torino, Bergamo e Parma. Dal 1994 è docente di cultura russa e metodologia della cultura visuale all’Università Statale di Milano. Il suo ambito privilegiato di ricerca, nondimeno, è la storia della cultura sovietica: nei suoi saggi attinge a un vasto corpus di apparati iconografici e musicali, con un approccio parimenti attento sia alla propaganda politica nell’età staliniana (“Gli occhi di Stalin”) che alla cultura di massa dell’ex-CCCP (“Il radioso avvenire. Mitologie culturali sovietiche” e “La vita privata degli oggetti sovietici”). Oltre che traduttore, per vari editori, delle edizioni in lingua italiana di opere di Čechov (“Tutto il teatro”), Okudþzava (“Arbat mio Arbat”), Popov (“Strane coincidenze”) e Gavrilov (“Alle soglie della vita nuova”), ha firmato importanti studi sulle città russe nella storia della letteratura (“Derelitti, bohemiens e malaffari. Il mito povero di Pietroburgo”, “Da Pietroburgo a Mosca”). Nel 2014 ha curato “Memorie di pietra”, un volume scritto a più mani che prende in esame la monumentalità totalitaria a partire da una serie di casi architettonici.
Con Quando c’era l’URSS Piretto non gioca con la nostalgia: ricostruisce. La vicenda dell’URSS è anche la storia di un’utopia che è finita, e raccontarne la trama è decisivo per capire meglio quel mondo, e di rovescio anche il nostro.


SHARI DELORIAN
Milanese di incerte origini, è musicista, artista performativo, sound designer, sound engineer, docente di storia della musica e di musica elettronica. Nel 2017 fonda il collettivo Classical Hooligans, che si propone di divulgare e proporre attraverso programmi radio e performances l’ascolto di musica classica, contemporanea e d’avanguardia in contesti non accademici.