15 aprile, 2018

Stefano Bartezzaghi

 

STEFANO BARTEZZAGHI
L’enigma delle parole

04 maggio | 21,00
Teatro Lauro Rossi

 

“Capire quando una parola giochi e quando faccia sul serio non è facile, e forse non è neppure del tutto sensato. Il gioco è una potenzialità sempre presente nel linguaggio umano.”

Stefano Bartezzaghi è nato a Milano nel 1962, Viene da una famiglia di enigmisti, il padre, Piero, era un famoso cruciverbista e il fratello Alessandro Bartezzaghi è condirettore della Settimana Enigmistica. Collabora con «la Repubblica» con rubriche di giochi (Lessico e nuvole) e di linguistica (Lapsus) e con il settimanale l’Espresso, con la rubrica di critica linguistica “Come dire”. Dal 2010 è docente a contratto presso lo IULM – Libera Università di Lingue e Comunicazione di Milano[2], dove insegna “Teorie della creatività” e “Semiotica”. Al tema della creatività ha dedicato il libro Il falò delle novità, nel quale prende in esame il rapporto tra creatività, linguaggio e nuovi media.[3] Dal 2016 è direttore del Master in Giornalismo della stessa Università. Da settembre 2012 è presente in radio nella trasmissione “Stile Libero” su R101 con una sua rubrica dal titolo “Parole Parole” dove si occupa di far tornare in corso i termini dimenticati dalla lingua italiana. Nell’ultimo dei suoi libri, “Parole in gioco”  spiega come la cultura di massa abbia ripescato le più curiose ed enigmatiche combinazioni linguistiche per adattarle alla contemporaneità. Dall’enigmistica alla pubblicità, dalla satira ai tweet, la lingua mette in gioco le parole in modo che ci avvincano ancora prima che convincerci.
 

Non c’è lingua e non c’è epoca in cui non si sia giocato con le parole: troviamo giochi di parole nei testi più solenni di religioni, letterature, filosofie. Sono una dimensione comune a tutti: dagli analfabeti ai premi Nobel. Ed è proprio dalla classicità e dal folklore che la cultura di massa ha ripescato le più curiose ed enigmatiche combinazioni linguistiche per adattarle alla contemporaneità. Dall’enigmistica alla pubblicità, dalla satira ai tweet, la lingua mette in gioco le parole in modo che ci avvincano ancora prima che convincerci. In queste pagine Bartezzaghi ci spiega la natura di queste scintille dell’intelligenza e ci invita ad appropriarcene.