14 aprile, 2018

Diego De Silva

 

 

DIEGO DE SILVA
Superficie (Einaudi)

30 aprile | 21,00
Ex Cinema Sferisterio

introduce Luca Briasco

vale come formazione per avvocati

«Superficie è sì un lavoro di raffinato montaggio, ma in qualche modo anche il referto, piuttosto agghiacciante, di uno stare al mondo che sentiamo nostro nella sua abissale superficialità».
Francesco Durante, «Il Mattino»

Diego de Silva è nato a Napoli nel 1964. Scrittore, giornalista e sceneggiatore, tra le sue numerose pubblicazioni, il romanzo “Certi bambini“, Premio selezione Campiello, “Terapia di coppia per amanti” e “Non avevo capito niente”, Premio Napoli e finalista al Premio Strega 2007, nel quale crea il suo personaggio più conosciuto che è l’avvocato Vincenzo Malinconico, protagonista anche nei romanzi “Mia suocera beve”, “Sono contrario alle emozioni”, “Mancarsi”, “Arrangiati Malinconico” e “Divorziare con stile”. Tradotto in Inghilterra, Germania, Francia, Spagna, Olanda, Portogallo e Grecia, Israele e USA. Ha lavorato anche ad alcune sceneggiature televisive e cinematografiche. Collabora con il quotidiano Il Mattino. Il suo ultimo libro, “Superficie”, è un compendio, irresistibilmente divertente, di luoghi comuni che smonta e rovescia accostandoli a battute e aforismi fulminanti.
   

Il nuovo libro di Diego De Silva, Superficie, è un viaggio spiazzante, comico e irriverente nella banale quotidianità del nostro vivere. L’autore sorprende il lettore intessendo una baraonda di frasi fatte per divertire e provocare, mette in scena con ironia il teatrino della modernità nel quale le chiacchiere vengono spesso scambiate per riflessioni originali e acute. Svela il lato tragicamente comico del nostro parlare, nei bar, in famiglia, tra amici e colleghi.

Per Francesco Durante, che ha recensito il libro per «Il Mattino», «la sfida di un libro interamente costruito con frasi fatte prese dallo stupidario universale è stata vinta perché il risultato è esilarante, ma anche perché il libro non è solo un esercizio di stile alla maniera di Queneau, e dà l’idea di essere sempre sul punto di sfondare il limite che si è imposto e attingere una forma più precisamente narrativa».

Anche il lettore più scaltro si ritroverà in quelle frasi, che hanno il pregio di farlo sentire parte del gruppo: «Ormai l’unica voce di sinistra è quella di Papa Francesco», «adesso tutti vogliono fare Macron», «io leggo un po’ di tutto», «Napoli non è solo camorra»…