15 aprile, 2018

Concita De Gregorio

 

CONCITA DE GREGORIO
Lievito Madre.
Cosa pensano le ragazze (Einaudi)

05 maggio | 20,30
Cinema Italia

introduce Chiara Valerio

L’incontro è preceduto dalla proiezione del film di Concita De Gregorio e Esmeralda Calabria “Lievito madre. le ragazze del secolo scorso” (durata 1h) a seguire si svolgerà l’incontro con Concita De Gregorio

in collaborazione con CinemaItalia

Una mappa per decifrare le ragazze del nostro tempo, un amuleto per non perdersi, un antidoto alla paura.

 

Concita De Gregorio è nata a Pisa nel 1963, è una giornalista e scrittrice italiana. Editorialista de La Repubblica, è stata direttrice dell’Unità dal 2008 al 2011, prima donna alla guida della testata. È autrice di numerosi libri tra cui “Non lavate questo sangue” (Laterza, 2001), “Una madre lo sa” (Mondadori, 2006), “Così è la vita”(Einaudi, 2011), “Io vi maledico” (Einaudi, 2013). Nel 2014 è uscito “Un giorno sull’isola”, scritto con il figlio Lorenzo. Nel 2015 ha pubblicato “Mi sa che fuori è primavera” (Feltrinelli), mentre nel 2016 sono usciti “Cosa pensano le ragazze” (Einaudi), legato al progetto omonimo che appare su Repubblica.it, e “Non chiedermi quando. Romanzo per Dacia” (Rizzoli). Per tre anni ha condotto su Rai Tre la trasmissione televisiva “Pane quotidiano” dedicata ai libri. Dall’autunno scorso va in onda, sempre su Rai Tre, “Fuori Roma”, programma da lei ideato e condotto con il quale percorre l’Italia raccontando le città e le loro storie, tracciando così un nuovo ritratto ragionato del Paese.
   

 

 

 

 

 

 

 

 

La politica, il sesso, il lavoro, i sogni: in ‘Lievito madre’ (alla Mostra del cinema di Venezia) Concita De Gregorio raccoglie le voci di 15 donne. Che ci hanno fatto crescere.”Lievito madre” nasce da una costola del progetto “Cosa pensano le ragazze”, realizzato con Repubblica su Repubblica.it, composto da mille interviste a donne dai cinque ai cento anni, raccolte in tre anni di lavoro. Una specie di autobiografia collettiva che ha toccato tantissimi aspetti della vita al femminile e che ha preso forma per la prima volta nelle 400 clip pubblicate in un anno sul sito di Repubblica.
Le parole delle donne più grandi, definite dalla stessa Concita De Gregorio “libere, coraggiose, spregiudicate, piene di storia e di speranza”, hanno poi dato origine a questo nuovo docufilm, che parteciperà anche a vari festival. Nel docufilm le parole delle donne protagoniste si alternano a immagini di filmini di famiglia. Ritratti domestici che portano in primo piano come l’impegno per le donne si gioca sempre su tanti fronti, con una dimensione tenera e familiare che non si perde mai, neanche nelle situazioni più impegnative. L’elenco delle interviste, molte esclusive e tutte inedite, compone il quadro di una vera e propria “città delle dame”.
Oltre a Nada, Aspesi e Barzini anche Luciana Castellina, Adele Cambria, Giovanna Marini, Giulia Maria Crespi, Inge Feltrinelli, Lea Vergine, Piera Degli Esposti, Cecilia Mangini, Emma Bonino. Il “catalogo delle donne” non finisce però qui: c’è anche Esterina, mondina, Bebi, casalinga, Giovanna, contadina sarda. In poche parole, ci siamo tutte, chiamate a specchiarci in una delle mille sfaccettature da cui è composto il cristallo della vita femminile. Dal lavoro alla famiglia, dall’identità alla vecchiaia, speriamo solo che sia femmina.

Una mappa per decifrare le ragazze del nostro tempo, un amuleto per non perdersi, un antidoto alla paura.

«Ho parlato per due anni con mille donne, da sei a novantasei anni. Soprattutto adolescenti, giovani donne. Ho posto a tutte le stesse domande: cosa sia importante nella vita, come ottenerlo, come fare quando quel che si aspetta non arriva. Nelle risposte il tema centrale è sempre l’amore. L’amore e il sesso, l’amore e il desiderio, il tradimento, la famiglia, l’impegno, il corpo, l’amore e i soldi. Una sinfonia di voci raccolte davvero, ascoltate davvero: occhi visti con gli occhi, risate e lacrime, confessioni e segreti. Un’orchestra di strumenti diversi, una sola musica. Da questo coro di parole sono nate le mie storie: prendono occasione dalla realtà ma si aprono alla libertà di immaginare, da un frammento di verità, vite e mondi».
Concita De Gregorio