13 marzo, 2018

Alessandro Robecchi

 

ALESSANDRO ROBECCHI
Follia Maggiore

05 maggio | 18,30 
Teatro della Filarmonica

introduce Valerio Calzolaio

valido come formazione per insegnanti e educatori
in collaborazione con Dip. Scienze della formazione, dei beni culturali e del turismo UNIMC

"Ghezzi e Carella, Monterossi e Falcone: due coppie di detective e un delitto nella Milano ricca. Tra ironia e amara analisi sociale, un thriller intrecciato con mano sicura da un abile narratore."

Alessandro Robecchi è nato a Milano nel 1960. E’ oggi uno tra i più apprezzati  giallisti italiani. E’ l’autore della serie noir – edita da Sellerio e sempre in vetta alle classifiche  – che ha come protagonista Carlo Monterossi,  di cui nel 2108 è uscito l’ultimo libro “Follia maggiore”. Penna pungente che fa dell’ironia e del satira la sua cifra, dal 2007 è uno degli autori di Maurizio Crozza sia per la televisione che per il teatro. Sempre in televisione ha firmato i corsivi di Ballarò e conduce dal 2008 Doc3, programma di documentaristica  di Rai 3. Per la radio ha diretto i programmi di radio Popolare e firmato la striscia satirica Piovono Pietre, con la quale ha vito nel 2001il Premio Viareggio per la satira politica. Già giornalista dal 1982 ha lavorato per molti anni con il Manifesto e collaborato con l’Unità, Mucchio selvaggio per il quale usava lo pseudonimo Roberto Giallo, l’indimenticabile settimanale satirico Cuore e diverse altre testate. Attualmente scrive per il Fatto Quotidiano e collabora con MicroMega e Tutto Libri.  

Ha scritto: Manu Chao, musica y libertad (Sperling & Kupfer, 2001) tradotto in cinque lingue, e Piovono pietre. Cronache marziane da un paese assurdo (Laterza, 2011).
Il suo primo romanzo, Questa non è una canzone d’amore, è uscito per Sellerio nel 2014 e ha totalizzato 6 edizioni, cui sono seguiti Dove sei stanotte (2015), Di rabbia e di vento (2016), Torto marcio (2017) e Follia maggiore (2018).

«E ho pensato che avevo sbagliato vita, che così non andava bene, e che intanto mi ero perso delle cose, e moltissime altre, forse più importanti... cose... persone... a cui ho pensato sempre...». Umberto Serrani è un elegante, anziano, ricco signore cullato dai suoi rimpianti. Riservato, distaccato, finalmente padrone del suo tempo dopo una vita passata a «mettere al sicuro» le fortune altrui, specie se sospette e ingombranti, un lavoro che gli ha permesso di tessere legami invisibili che arrivano dappertutto. Quando apprende della morte di Giulia – un amore di venticinque anni prima, intenso, totale, un rimpianto mai sopito – decide di capire, agire, pagare vecchi debiti. Vuole sapere di quella morte assurda che sembra uno scippo finito male, chi è stato, perché. E vuole sapere tutto di quella donna per tanti anni amata nel silenzio e nella lontananza, della sua vita solitaria e ordinata, delle sue speranze e delle sue difficoltà, della figlia Sonia, promettente soprano. Assolda per questo una coppia di strani investigatori, Carlo Monterossi e Oscar Falcone: il primo è un mago della televisione, che però odia; il secondo sa nuotare in tutti gli ambienti e ha uno speciale sesto senso per le cause giuste. Intanto, sull’omicidio lavorano anche Ghezzi e Carella, sovrintendenti di polizia, «due cani da polpaccio», che vogliono chiudere il caso, fare giustizia, capire. I quattro, indipendentemente gli uni dagli altri, dragheranno le acque fetide che hanno inghiottito Giulia, con il sottofondo delle arie d’opera in cui la giovane Sonia si esercita per realizzare il suo sogno. Ogni libro di Alessandro Robecchi contiene personaggi, intrecci e tanta materia narrativa da poterne ricavare più romanzi; dialoghi tesi, un parlato da duri e un esemplare umorismo di costume sui nostri tempi. E le sue storie traggono sempre spunto da un’amara osservazione sociale e umana. In Follia maggiore c’è l’agonia silenziosa del ceto medio che attrae appetiti criminali, e un malinconico «discorso dei rimpianti» sulle cose perdute che non torneranno. Mai.