8 aprile, 2017

Donne Sospese

sl-zanconi

“Negli attimi che quasi per magia questi scatti sottraggono al tempo, protagonista assoluto diventa lo sguardo, rivelatore di una identità che si gioca tutta nel rapporto tra chi osserva come spettatore e il soggetto ritratto. In una sorta di magnifica primavera, le donne qui ritratte somigliano a fiori multicolori di un prato floridissimo, ognuno con la sua specificità cromatica e ognuno con la sua fragranza; qui, però, colori e dolori sono quelli delle identità, che dietro le maschere, queste donne portano con sé, incantando appunto come fiori il viandante che le osservi.

Così, da semplici oggetti ritratti le protagoniste di questi scatti divengono eroine attive di azioni che siamo chiamati, mentre le ammiriamo, a supporre, immaginare, sognare, rapiti da quelle loro suggerite identità. Come lo saremmo dal cromatismo e dalle essenze di fiori fantastici.

Nelle antiche tragedie elleniche, la presenza muliebre conduceva il dramma a una sorta di cortocircuito in la polis era chiamata a conoscere forze estranee a se stessa, meravigliose e terribili; e così i personaggi di Antigone, Medea, Elettra o Clitennestra sconvolgevano le regole del mondo costituito per vie delle loro stesse identità. Anche in questo caso, questi scatti restituiscono a chi li osservi con pazienza e ammirazione, un senso di bellezza e smarrimento in cui sono in gioco i perimetri del mondo pre-stabilito: sogni, ribellioni, pensieri di dolcezza e sovversione.

Forse è per questo che ammirare le donne di questi veri e propri ritratti fotografici, nella loro metamorfosi in eroine, ci lascia stranamente lieti, come quando abbiamo la sensazione di avere al fianco una donna.

Questi scatti stanno a ricordarci quale soave, indefinibile miracolo sia la presenza femminile sulla terra.

Come sussurra Rimbaud in una delle sue primissime poesie, Sensation: ”Par les soirs bleus d’été j’irai dans les sentiers Picoté par les blés, fouler l’herbe menue: Reveur, j’en sentirai la fraicheur à mes pieds. Je lasserai le vent baigber ma tete nue. Je ne parlerai pas; je ne penserai rien. Mais
l’amour infini me montera dans l’ame; Et j’irai loin, bien loin, comme un bohémien, Par la Nature, – heureux comme avec un femme

(Arthur Rimbaud)