FUANI MARINO e GINEVRA LAMBERTI

LA VITA E’ MERAVIGLIOSA

20 maggio | ore 18.30 |

diretta sulla pagina facebook e sul canale Youtube di Macerata Racconta

introduce CHIARA VALERIO

Perché scrivere di morte è scrivere di vita? Due autrici italiane, malinconiche e comiche, ci accompagnano attraverso due romanzi eccezionali nella grande avventura di superare il dolore, la perdita, la mancanza. E, fatto questo, di superare anche l’asfittico sé che tutti ci ossessiona.
 

 

Un libro incandescente: una storia di luce scritta da chi ha attraversato la notte.

«E poi sono caduta, ma non sono morta».
Una giovane donna, da poco diventata madre, decide di togliersi la vita gettandosi dall’ultimo piano di una palazzina. Perché l’ha fatto? Non lo sappiamo. E forse, in quel momento, non lo sa nemmeno lei. Ma quel tentativo di suicidio non ha avuto successo e oggi, quella giovane donna, vuole capire.
Fuani Marino decide di usare gli strumenti della letteratura per ricostruire una storia vera, la propria.

 In parte memoir, in parte riflessione sulla solitudine in cui vengono lasciate le donne (e le madri in particolare): Svegliami a mezzanotte è un testo incandescente nel guardare senza autoindulgenza, anzi a tratti con affilata autoironia, in fondo al buio. Disturbante come a volte è la vita, ma luminoso nella speranza che sa regalare.

C’è un prima e un dopo in questo racconto, nel quale Fuani Marino riesce a prendere le distanze da se stessa, non è mai retorica, ma a tratti risulta quasi fredda, come sono le analisi “post”: e attraversa la letteratura, personaggi e autori che hanno dato voce al male oscuro, in alcuni casi loro stessi vittime, “ferite viventi”.
Philip Roth, Amos Oz, Sylvia Plath, Denis Johnson, David Foster Wallace, J.D Salinger, Lev Tolstoj, Susanna Kaysen che scrive: La gente ti chiede: come ci sei finita? In realtà, quello che vogliono sapere è se c’è qualche probabilità che capiti anche a loro. Non posso rispondere alla domanda sottintesa. Posso solo dire che è facile.


 

FUANI MARINO
è nata a Napoli nel 1980. Dopo gli studi in psicologia, è diventata giornalista collaborando a lungo con il «Corriere del Mezzogiorno ». Nel 2017 ha pubblicato il romanzo Il panorama alle spalle (Scatole Parlanti). Suoi articoli e racconti sono usciti su «Rivista Studio», «il Tascabile» e altre riviste. Per Einaudi ha pubblicato Svegliami a mezzanotte (2019).

 

 

 


Con una scrittura esatta, cristallina, allegra e profonda, Ginevra Lamberti – giovane prodigio della narrativa italiana, e omonima del suo personaggio – racconta piange sorride e canta che solo i vivi muoiono, che “morto” è aggettivo di una cosa viva e quindi tanto vale cominciare a sentirsi vivi da adesso. Cominciare a sentirsi vivi prima del “giorno in cui”.

«Ci sono determinate questioni che, perseguitandoci in vita, lo fanno anche in morte. Come le distanze, le tempistiche, i soldi, la densità di popolazione. In ogni caso e qualsiasi cosa accada, appare evidente che qualcuno deve pur occuparsene»

Da un divano a Vittorio Veneto sul quale si accorge di non avere un posto né in questa vita né nell’altra – nessuno, in famiglia, ha pensato a prenotare un loculo – la protagonista di questo romanzo, Ginevra, si alza per raccontare tutti coloro che, invece, a un posto per l’altra vita ci hanno pensato: professionisti del settore come Taffo Funeral Services, una tanatoesteta, architetti che progettano non solo oggetti ma il fine ultimo degli oggetti, o quello sperato: poeti, scrittori, cantanti e passanti. Tutti sono accomunati – tutti lo siamo – dall’esperienza della morte (degli altri) che sempre dolorosamente riverbera, dopo, l’allegria di trovarsi vivi. D’altronde, anche Simone Weil – morta quasi suicida – scriveva: «La gioia è il sentimento della realtà.» In mezzo a questi incontri, cercati e talvolta perseguitati, c’è il quotidiano di Ginevra, il lavoro di affittacamere nell’umidissima e amatissima Venezia non più a turisti ma a pellegrini 2.0, il sogno di un gatto che cade dal terrazzo e torna volando trasformato in un foglio A4 con una lettera del nonno (morto), l’orizzonte del mutuo e la conseguente possibilità di una casa tutta per sé; ci sono gli amici e la palestra, i luoghi comuni sfatati e i pregiudizi confermati, c’è il diventare adulti e – se tutto va bene – vedere la vecchiaia.


GINEVRA LAMBERTI
nata nel 1985, vive a Venezia dove, dopo una Laurea in Lingue e Culture Euroasiatiche e del Mediterraneo, si divide tra il lavoro di copywriter per l’associazione culturale Flat, quello di baby-sitter e quello in un call center. La questione più che altro, edito da nottetempo nel 2015, è il suo romanzo d’esordio. Perché comincio dalla fine, il suo secondo romanzo è edito da Marsilio nel 2019.

 

 

 


CHIARA VALERIO
Poliedrica scrittrice, giornalista e conduttrice radiofonica, è nata a Formia nel 1978 ed ha trascorso l’infanzia e la prima giovinezza a Scauri, in provincia di Latina. Ha conseguito un dottorato in Matematica all’Università degli Studi di Napoli Federico II. Attualmente vive tra Roma e Venezia, è responsabile della narrativa italiana della casa editrice Marsilio e lavora a Rai Radio3, dove conduce il programma L’Isola Deserta ed è consulente per il programma Ad Alta Voce. inoltre, è redattrice della rivista Nuovi Argomenti e scrive per Vanity Fair, per il settimanale Robinson de La Repubblica e per il mensile Amica.
Tra le sue pubblicazioni: A complicare le cose (robin, 2003), La gioia piccola d’esser quasi salvi (nottetempo, 2009), Spiaggia libera tutti (Laterza, 2012). Per Einaudi, ha pubblicato Almanacco del giorno prima (2014), Storia umana della matematica (2016) e Il cuore non si vede (2019). Per nottetempo, ha tradotto e curato Flush, Freshwater e Tra un atto e l’altro di Virginia Woolf.

In passato ha collaborato al blog letterario Nazione Indiana; ha scritto per il teatro e per la radio, ha collaborato con Il Sole 24 ORE e l’Unità e con la trasmissione culturale “Pane quotidiano”, Rai 3. Per l’editrice Nottetempo ha diretto la collana “narrativa.it”, dedicata ai nuovi scrittori della narrativa italiana. Con Nanni Moretti, Valia Santella e Gaia Manzini ha scritto il soggetto del film di Nanni Moretti Mia madre, con Gianni Amelio e Alberto Taraglio ha scritto il soggetto del film di Gianni Amelio, La tenerezza.  Nell’ottobre 2016 è stata direttrice culturale della fiera del libro milanese “Tempo di libri”. 

Sempre presente a Macerata Racconta, fin dalla prima edizione, negli ultimi 4 anni è diventata guest director del festival per il quale cura una sua sezione di incontri dedicati alla narrativa.